io e me

scritto da Bianca Lemmon
Scritto 5 mesi fa • Pubblicato 5 mesi fa • Revisionato 5 mesi fa
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Autore del testo Bianca Lemmon

Testo: io e me
di Bianca Lemmon




Personaggi:

Io e Me
due amiche molto intrecciate, eppure assai diverse e nel contempo similari (boh); d’età mentale e/o psicologica divergente e convergente (ri-boh); ma legate in maniera indissolubile da un patto di sangue.

Scena:
una panchina fra Cielo e Mare.

B. sta recandosi ad effettuare un po’ di shopping, quando si accorge dell’amica. Si ferma, e poi le si avvicina. D. pare non vederla, tanto è immersa a contemplare Cielo e Mare.

D. è in posizione composta, elegante. Con i capelli raccolti e tailleurino mod. Chanel, rosa. Una mano adagiata sul bracciolo della panchina, l’altra mollemente sul grembo. Un accennato sorriso a ricamarle la bocca, un sorriso che a pensarci con più attenzione potrebbe essere solo una piega d’espressione dovuta a consapevolezza di SÉ.

B.
Ha i capelli sciolti; gli orecchini pendenti, leggeri, luccicanti, vistosi.
Una camicetta che ben lascia immaginare i seni, un paio di pantaloni attillati con fondo schiena in evidenza, e scarpe dal tacco senza remore, cm 12.


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B. «Che fai qui, manco mi vedi?»

D. «Mi sto beando dell’infinito, rifletto. E quando sono in questo stato difficilmente mi accorgo d’altro o d’altri. Comunque, ciao, come stai?»

B. «Non male, benino. Insomma così così. Uffa, da cani!»

D. «Noto ancora la tua tenacia nell’essere indecisa.»

B. «Più che indecisa…confusa.»

D. «Mia cara, la confusione prima o poi… ti sarà fatale. Scusa sai la mia sincerità.»

B. «Oh D., credi, vorrei tanto essere come te!»

D. «Se fossi come me, non saresti tu! Anche se ognuno può essere un po’ l’uno e un po’ l’altro, ma non in contemporanea!
E mantenendo le giuste distanze da tutto e da tutti.
Non quindi la confusione, altrimenti ci si perde come dei granelli nell’immensità di questo scibile che ci avvolge e fagocita, già legati da tutta una gamma di condizionamenti. Siamo su un palco, e si recita! Ma adeguatamente, rimanendo ancorati al nostro pupazzo di ossa e di carne che ci supporta e sopporta, tanto si passerà tutti per la stessa porta!»

B. «Ma D., hai fatto una rima, qui in prosa!»

D. «E dunque? Non temo le rime. E ora saresti così gentile da spostarti, o da sederti qui accanto a me? Non mi va di rinunciare alla bella visione che s’interpreta dinnanzi. Guarda che giochi di luci ipnotiche. Guarda quanto è bella e forte la natura! Lo so che sono scontata, ma non finisce mai di stupirmi.
Mi duole più il doverla un dì lasciare, che il timore di quell’inevitabile momento.»

B. nel frattempo si è spostata e si è seduta a fianco di D.

B. «A te tutto scorre come acqua di fiume. Ma hai un greto impermeabile. Io, invece…»

D. «Hai l’atteggiamento di una donna innamorata, presa da pene d’amore. O sbaglio?»

B. «Difficilmente tu sbagli. E poi noi donne, in questo campo, possediamo una sensibilità speciale.»

D. «Non vedi l’ora di confidarti, e fallo diamine!»

B. «Credi sia facile? Anche qui sono controllata, dovrei cambiare sito e Nick.»

D. «Allora guardiamoci negli occhi, concentriamoci! Io ti leggerò e potrò risponderti come desideri.»


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D. si voltò ruotando lentamente il busto, cercò le mani di B. e gliele strinse. Quindi con un cenno del capo la incoraggiò a fare ciò che le aveva chiesto. Le due si guardarono intensamente, e D. bevve da B. senza che avvenisse il contrario. In una sessantina di secondi D. seppe. Si staccò dall’amica e ritornando nella posizione precedente parlò:

D. «Sì attendi pure quel momento. Sarà giusto per te, per archiviare questa tua insana storia. Dovresti farlo ora, ma non ne hai il coraggio. E mentre il libro si chiuderà … per farti forza, ripensa a quanto lui ti ha negato per dare ad altri, a come ti ha mentito ed usata. E alle piccole “cose” che poi sono grandi … la foto nel portafogli, una partenza mancata, un bracciale perso e dimenticato, o da altri trafugato. Ciò ti aiuterà in maniera definitiva!»

B. «Grazie, non so come farei senza di te. Sei proprio un’amica e, se non ti dà fastidio, ho deciso di rientrare in me.»

Il Sole oramai stava tramontando per dare spazio alla leggiadria della Luna. Quest’ultima, avrebbe avuto tutta la notte per riflettere.
Una di tante, eppure unica. E così, avrebbe lasciato nuovo posto a un'altra Aurora, una di tante… eppure unica!





io e me testo di Bianca Lemmon
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